Luoghi

Chiesa Parrocchiale di Sagron

La Chiesa di Sagron, sorta nel 1630 e riedificata nel 1759, venne distrutta nel 1793 da un improvviso incendio. L'edificio venne ricostruito in località Salvadori e divenne parrocchiale nel 1919. La Chiesa ospita un'opera d'arte di pregevole fattura: si tratta di una statua settecentesca della Madonna di Loreto, la patrona del paese.

Chiesa della Beata Vergine delle Grazie

Edificata nel 1901 e benedetta nel 1903, la chiesa è stata eretta nella frazione di Mis.

Chiesetta della Beata Vergine di Caravaggio

La cappella della Beata Vergine di Caravaggio, meta di pellegrinaggio il 26 maggio di ogni anno, venne edificata nel 1600 a valle dell'abitato di Sagron, in località Marcói. Con la costruzione della nuova parrocchiale, la chiesa conobbe un periodo di abbandono che si protrasse per alcuni decenni fino al 1812, anno in cui, per volere dei fratelli Marcon, venne benedetta e riaperta al pubblico. La chiesa dovette fare i conti con due diverse alluvioni: la prima (1882) distrusse il cimitero adiacente, mentre la seconda (1966) provocò diversi danni alla struttura.

La casa "Palazh"

Nei primi anni del Novecento l'Impero Austroungarico mise a disposizione, per ovviare al dilagante problema della pellagra, un fondo (“Fondo Pellagra”) che doveva portare giovamenti alle zone interessate da questa malattia. Tali stanziamenti vennero utilizzati per costruire un imponente palazzo, “el Palazh”, proprio a ridosso della piazza della chiesa di Mis.

L'edificio presenta caratteri abbastanza inusuali per la realtà in cui sorge, come ad esempio la forma molto allungata, l'altezza eccessiva di locali e finestre e il tetto a quattro spioventi. Il motivo di tali peculiarità è dato probabilmente dal fatto che il progetto arrivava dalla lontana Vienna ed era stato concepito in maniera standard. Lo scopo della costruzione era quello di ospitare attività e servizi essenziali per un piccolo paesino di periferia e al suo interno trovavano spazio un piccolo negozio di alimentari, un forno del pane e pure la caserma della gendarmeria. Quando alla fine della prima guerra mondiale il paese divenne a tutti gli effetti territorio italiano, “el Palazh” fu per un breve lasso di tempo una stazione dei carabinieri. Dopo un periodo di abbandono, l'edificio venne rilevato da alcune famiglie di Mis che vi si stabilirono, mentre gli ampi sotterranei vennero adibiti a caseificio. L'attività casearia continuò fino agli anni Settanta.

Nella sua semplicità, “El Palazh” è da un secolo silenzioso spettatore delle vicende di Sagron Mis e dei suoi abitanti.